Milano
“Siamo sconvolti. Sono i nostri treni, i nostri compagni di viaggio. Poteva essere chiunque di noi della tratta Cremona-Treviglio-Milano. È davvero indegno che in un paese civile come l’Italia si muoia andando al lavoro o a scuola in treno: non è accettabile. Il gioco del destino ha voluto che tra gli innumerevoli treni che transitano per Pioltello proprio il nostro 10452 sia uscito dai binari uccidendo dei pendolari e ferendone moltissimi. Noi, linea dimenticata da tutti e tutto, ora siamo qui a urlare il nostro dolore e la nostra rabbia. Mai più”.
Ieri mattina, poco dopo le sette, i primi a dare la notizia su Facebook del deragliamento del regionale Cremona-Milano Porta Garibaldi sono stati i tanti pendolari che ogni giorno prendono i treni che viaggiano su quella tratta. Un esercito di impiegati, operai, studenti universitari che trascorrono almeno quattro ore della loro giornata su quei vagoni spesso schiacciati come sardine, costretti a ripararsi dal freddo con sciarpe e guanti perché il riscaldamento non sempre funziona. Gente che non si conosceva ma che ha imparato a unirsi per farsi sentire dalla politica. Nel 2014 hanno fondato il “Comitato dei pendolari cremaschi”. Ed è sulla loro pagina Facebook che appena saputo dell’incidente hanno iniziato a cercarsi.
Il primo post: “Si parla di un deragliamento a Pioltello. Da e verso Milano è tutto fermo”. Poi gli altri: “Voci dicono che sia il 10452. Qualcuno ha notizie?”; “Tanto per cambiare questa linea è proprio da terzo mondo!”.
La conferma arriva da Giuliana Tuminelli del comitato. Ieri non era su quel treno perché la sera precedente si è fermata a Milano: “È da tre anni che proviamo in tutti i modi a portare l’attenzione di Trenord e di Regione Lombardia su una linea che è risaputo da tutti essere la maglia nera della Lombardia. Abbiamo treni che hanno più di 40 anni: abbiamo chiesto convogli nuovi ma il nostro appello è caduto nel vuoto”. Quando si accenna a Giuliana del fatto che la rotaia che ha ceduto sulla linea Cremona-Milano stava per essere sostituita, replica subito: “Non abbiamo mai visto lavori di manutenzione sulla linea: a meno che non li facciano di notte, non ho mai notato cantieri lungo la tratta”. Giuliana ricorda che proprio a Pioltello, il 23 luglio scorso, il treno regionale 2627 in viaggio sulla tratta Milano-Bergamo era uscito dai binari, senza danni alle persone. Anche Stefano Begotti che fa parte del comitato, è sconvolto: “Non potevamo immaginare che i binari potessero avere dei problemi perché hanno fatto recentemente dei lavori sulla Treviglio-Milano. Il rischio ora è che si apra l’ennesimo dossier senza mai arrivare a individuare le responsabilità”. Indignato è anche il sindaco di Ricengo, Ernestino Sassi che ha raggiunto la figlia in ospedale: “Era seduta accanto alla ragazza di Capralba che è morta. È stata operata. È una vergogna quanto è accaduto”.
E a indignare i pendolari è stato soprattutto il tweet di Trenord: “Circolazione interrotta tra Treviglio e Milano a causa di un inconveniente tecnico a un treno”. Tanti i commenti di questo tono: “Ci sono morti e feriti! Altro che inconveniente tecnico!”.