È uno dei grandi guru della televisione italiana, share potrebbe essere l’anagramma del suo nome; è riuscito anche a portare il balletto in prima serata e su Rai1, con successo di pubblico (share, appunto) e critica.
Chi è Bibi Ballandi…
Una persona semplice che ama la famiglia e il lavoro e che cerca il sorriso anche nelle giornate più buie.
Il suo pregio artistico.
Credo la passione, che mi guida in tutto.
Cosa ha imparato e cosa ha trovato dentro se stesso.
A non perdere di vista l’umiltà e il rispetto per gli artisti. Nello stesso tempo bisogna tenere a debita distanza la furbizia che è sempre una pessima consigliera.
È riuscito a raggiungere ciò che sognava?
Molto di quello che ho desiderato l’ho realizzato, ma ogni mattina mi sveglio con la voglia di ricominciare a pensare a un nuovo spettacolo da immaginare, da produrre, da mettere in scena.
E da ragazzo cosa desiderava?
Quello che ho raggiunto e seguendo una vecchia canzoncina disneyana dico “che i sogni son desideri”. Per me lo sono stati, fin da bambino sognavo di combinare qualcosa nel mondo dello spettacolo…
Bruno Voglino parla di artisti portati fisiologicamente alla depressione a causa della pressione psicologica…
È vero, è un fenomeno che può capitare; ma lo stress è nemico dell’arte, e il nostro compito è quello di far sì che l’artista possa esprimere la propria creatività con i suoi tempi e in grande libertà.
Lei è nato a Bologna, grande scuola per cantautori…
Lucio Dalla, Francesco Guccini e Vasco Rossi anche se è di Zocca: le loro canzoni hanno a che fare con la letteratura, sono brani in cui ci identifichiamo; sanno interpretare il tempo che viviamo.
In Emilia c’era pure Pierangelo Bertoli.
Persona speciale, un cantautore di rara sensibilità con una voce splendida: nelle sue canzoni, senza tanti fronzoli, si specchiava la sua vita che non è stata facile; sapeva unire in un solo sentimento passione, solidarietà e speranza.
Qual è oggi la funzione (se c’è) della Tv di Stato?
Deve aiutare le persone a crescere migliorando il proprio pensiero e la propria vita. Per quanto riguarda il mondo dello spettacolo, considero esemplare il modo di fare tv di quel talento immenso che sì chiama Fiorello: un gigante.
È sempre “democristiano non pentito”?
Lo sono ancora fortemente perché sono gli ideali con cui sono cresciuto, quelli di Alcide De Gasperi e Aldo Moro, in cui credo ancora e di cui non sono affatto pentito.
Lei Dc nato a Bologna.
Diciamo che per me Bologna è sempre stata un insieme di don Camillo e Peppone. Se venisse a mancare una di queste due figure non sarebbe più la stessa.
Un suo amico, Celentano, ha da poco compiuto 80 anni…
Un genio, uno di quelli che hanno contribuito a traghettare l’Italia verso la modernità. Un artista unico e irripetibile come Mina. È sempre rock, non è mai lento quando canta e quando pensa.
Prima ha citato Lucio Dalla…
Era mio fratello, con lui ho condiviso tanti momenti della vita: mi ha fatto comprendere di che pasta era fatto un artista. (Si ferma un attimo, riflette) Era un uomo generoso che viveva da poeta e aveva un’intelligenza sorprendente. Sapeva ridere, sapeva piangere e non lo faceva mai senza un motivo. Al pensiero della sua assenza mi commuovo sempre.