“Uno di noi, un figlio di questa terra: anche se è una star, ha il Paese nel cuore”. Oliver Myers, 39 anni, disoccupato di Monrovia, è una delle tante voci che descrive il fenomeno George Weah visto da casa sua. Verso un atleta venuto dal nulla e che ha avuto successo, le aspettative degli elettori sono enormi.
Dove poteva giurare da presidente uno come lui, se non nello stadio della Capitale? “In posti come questo ho passato tutta la mia vita, ma non mi sono mai sentito come oggi”, ha detto Weah, 51 anni, nel suo discorso inaugurale, mentre la folla lo acclamava.
La povertà è stata la spinta iniziale della sua avventura, la determinazione nello sport e poi nella politica il metodo che lo hanno portato al punto più alto. Ed è proprio per questo che molti liberiani vedono in lui un modello da seguire. Lasciato piccolissimo dalla madre ai nonni a Clara Town – il sobborgo più povero di Monrovia – il giovane George abbandona presto gli studi per il pallone. Un manager lo nota quando gioca per un club camerunense e lo porta in Europa. Nel 1988 gioca con il Monaco, poi la carriera lo porterà al Paris St Germain, Milan, Chelsea, Manchester City, Olympique Marsiglia. Nel 1995 è il primo calciatore africano a conquistare il Pallone d’Oro.
Sarà però proprio il suo basso grado d’istruzione a perseguitarlo nella vita politica. Tenta la presidenza nel 2005, ma perde contro Ellen Sirleaf, prima donna presidente d’Africa e laureata ad Harvard, dopo una campagna che punta il dito su quanto l’ex campione sia “popolare ma incompetente”. Ritenta dopo essere tornato sui banchi di scuola: senatore nel 2015, conquista la presidenza lo scorse dicembre. “Per chi è venuto da una periferia come questa, tutto è possibile”, dichiara il nipote di Weah mentre fa da guida a una troupe televisiva francese tra le derelitte abitazioni di Clara Town. Per King George, come lo chiamano i liberiani, non sarà tutto semplice. La moneta che lo ha fatto vincere è la promessa di miglioramento delle condizioni di vita, ma gli avversari gli rimproverano l’assenza di un vero programma politico. Il Paese è poverissimo: molto alta la disoccupazione e ancora visibili le ferite della guerra civile durata quasi 15 anni. Sull’ex campione fresco di giuramento c’è già un’ombra.
La sua vice sarà Jewel Howard Taylor, ex moglie di Charles Taylor, signore della guerra e presidente dal ’97 al 2003, poi condannato per crimini di guerra.