Prodi: “Stimo Colombo, al di là delle omissioni”
Furio Colombo ha giustamente rilevato, sulle colonne di questo giornale, una omissione nella bibliografia del mio libro, Strana vita la mia, scritto con Marco Ascione ed edito da Solferino. Manca infatti la citazione di Ci sarà un’Italia. Dialogo sulle elezioni più importanti per la democrazia italiana, scritto insieme, da lui e da me, e uscito nel 2006 per l’editore Feltrinelli. Ma questa involontaria omissione, in un elenco bibliografico che non aveva le pretese di essere esaustivo, mi dà l’opportunità per ringraziare pubblicamente Furio Colombo per il grande contributo intellettuale che mi ha dato in quella occasione e non solo. Contributo che certamente non ho dimenticato nel corso di questi anni. Può esserci sfuggita la citazione del libro, ma ricordo benissimo il tavolino attorno al quale per ore, sotto al portico della casa che anche lui menziona, abbiamo chiacchierato, ci siamo scambiate idee e analisi. È stato un lavoro utilissimo, un’occasione per conoscere le sue profonde riflessioni sulle quali, anche in seguito, ho molto meditato. Se quindi mi spiace della dimenticanza di un libro per il quale abbiamo insieme lavorato con tanta passione, sono tuttavia contento dell’occasione che Furio Colombo mi offre per ribadire non solo la stima, ma anche l’amicizia e l’affetto che mi legano a lui.
Romano Prodi
I reparti neonazisti e la democrazia ucraina
Risoluzione Onu del 18 novembre 2021: “Combattere la glorificazione del nazismo, del neonazismo e di altre pratiche che contribuiscono ad alimentare forme contemporanee di razzismo, discriminazione razziale, xenofobia e intolleranza correlata”: Risoluzione accolta, ma con l’astensione dei Paesi Nato e il voto contrario di Stati Uniti e Ucraina. Che coincidenza! Il problema principale sul tema della presenza di reparti neonazisti in Ucraina non riguarda principalmente la loro entità, ma il fatto che un Paese che si dichiara democratico non solo non combatta per sradicare questa malapianta, ma accolga i nipotini di Hitler nella sua Guardia Nazionale, conferendo loro un riconoscimento istituzionale. Quale altro Paese democratico al mondo può permettersi una libertà simile senza divenire il giusto bersaglio di fortissime critiche internazionali? Il motivo è ovvio: l’importanza strategica dell’Ucraina è superiore a qualsiasi altra valutazione. Quanta ipocrisia in questo mondo che si professa democratico!
Daniele Meneghini
Draghi sarebbe pronto ad accogliere Assange?
Signor Presidente Draghi, stando alle Sue affermazioni Lei non concederebbe mai l’estradizione di un giornalista in un Paese in cui non c’è libertà di stampa. Quindi si adopererebbe subito per offrire asilo politico a Julian Assange?
Giancarlo Miglio
Non c’è giustificazione per un conflitto armato
Ho un piccolissimo giardino nella città di Firenze, piccolo piccolo. Ma pieno di piante e con tre alberi. Tutti, in questo bell’inizio di primavera, cominciano a produrre gemme e fiori. Se penso che questa esplosione della natura potrebbe essere facilmente rasa al suolo e desertificata, mi confermo nell’idea che non ci sia una sola ragione al mondo che giustifichi qualsiasi guerra e secondo me (nonna del ’44 che ha solo respirato il post-bellum) ne sono complici e colpevoli tutti gli attori e gli istigatori “senza se e senza ma”. È semplicismo buon senso, troppo spesso perduto come il senno dell’Orlando Furioso.
Lauretta Bigazzi
I media di regime dalla parte dei potenti
Anche io, pur non condividendo totalmente le tesi del Prof. Orsini (a proposito, sono estremamente contento che ora collabori col Fatto Quotidiano, in quanto almeno avremo un punto di vista diverso sulla guerra in Ucraina con cui confrontarci), sono schifato e disgustato per l’accanimento nei suoi confronti da parte di quella informazione di regime, sempre prostrata davanti ai padroni. Sono convinto che, se questi eroi da avanspettacolo si trovassero in Russia, avrebbero lo stesso atteggiamento critico anche contro la giornalista Marina Ovsyannikova per aver mostrato sulla tv russa il cartello “fermate la guerra”. Questo fa capire di che pasta sono fatti.
Michele Lent
Non ne dubito. Stanno sempre con il potere. Sono nati genuflessi.
M. Trav.