Il governo agisca presto contro gli speculatori
Nei casi di gravi crisi internazionali, come quella attuale in Ucraina, i mercati subiscono inevitabili contraccolpi. Stiamo vivendo un aumento dei prezzi di molti prodotti strategici. Soprattutto il petrolio e il gas stanno raggiungendo picchi storici. Non si può discutere che la conseguenza di aumento del prezzo al dettaglio sia inevitabile, ma il problema consiste nelle bieche speculazioni che i soliti sciacalli orchestrano per riempirsi le tasche a spese dei consumatori. Chiunque può vedere le sensibili differenze di prezzo che ci sono tra distributori ed erogatori. Questa vergogna potrebbe finire se il governo agisse come dovrebbe. Imporre un prezzo massimo per carburanti e gas è quanto mai necessario, ma a quanto pare Draghi non ha intenzione di colpire gli speculatori, eppure ha ottenuto dal Parlamento la messa in Stato di Emergenza del Paese fino al 31 dicembre 2022. Se non agisce, si rende implicitamente complice di chi si sta arricchendo illecitamente sulla pelle degli italiani.
Mauro Chiostri
Si sanzionano i russi ma gli evasori no
I due pesi e le due misure del governo dei migliori: molto rapidi per il sequestro di beni agli oligarchi russi in Sardegna e inattivi per il sequestro dei beni agli evasori fiscali che risiedono nei paradisi fiscali.
Michel Giuntin
La crisi depenalizza i redditi più bassi
In merito all’invio di armi in Ucraina, il segretario del Pd si è distinto per l’originalità della proposta. Dopo la volpe del deserto, ecco la nuova volpe della steppa che sfida Putin: “Va rafforzato l’invio di armi non letali”. Così, Letta conquista il titolo di campione del mondo di c***e dopo aver battuto il primato di Salvini, che resta però saldamente al 2° posto. Si sa, il segretario piddino non teme le ripercussioni di tale eroico gesto. Infatti, presumibilmente, ha ancora un reddito complessivo lordo pari a 621.818 euro annui, secondo la documentazione patrimoniale del 2020 presentata in Parlamento. Gli effetti negativi delle sanzioni, che aggravano la crisi provocando l’aumento esponenziale del costo del metano, del gasolio e del grano, fanno il solletico al reddito del leader Pd, mentre gettano sul lastrico milioni di cittadini che hanno un reddito lordo inferiore ai 18 mila euro, su cui già pagano un’aliquota da rapina pari al 23%. A costoro viene anche chiesto di ridurre i consumi del gas per spezzare le reni all’orso russo. Noi che importiamo dalla Russia il 40% del gas, dovremmo, invece, comprarlo da Usa o altre nazioni a prezzi molto più alti, perché, secondo lo statista, l’Italia si deve conformare ai diktat dei padroni atlantici perinde ac si cadaver essent. Alla Russia fa un baffo se blocchiamo le esportazioni di scarpe e foulard firmati.
Maurizio Burattini
Strage di Viareggio: in difesa di Moretti
Sono un ex guidatore di treni, lavoro che ho svolto per 40 anni, e non ho mai avuto simpatia per Mauro Moretti (Ad a suo tempo della Società per cui lavoravo), quindi non ho nessun motivo per difenderlo in maniera faziosa. Ma, da parte mia, conosco a sufficienza il sistema e la documentazione che riguardano la circolazione dei treni. Con tutta la buona volontà, non sono mai riuscito a comprendere in cosa consista la sua responsabilità in quel tremendo fatto. L’orrendo disastro è avvenuto per un guasto meccanico ad un carro privato austriaco, la cui manutenzione si effettuava in Germania, se non ricordo male. La sua messa in circolazione era sottoposta, come lo è per qualsiasi rotabile ferroviario, ad una serie di controlli, fatti ad intervalli chilometrici o temporali dai responsabili di quel carro, controlli che ne devono garantire la piena sicurezza durante la circolazione fino alla successiva revisione. Se un camion, ad esempio tedesco, perde una ruota e causa un disastro mentre percorre un autostrada italiana, non si mette sotto accusa il titolare della Società che gestisce quel tratto di arteria. O sbaglio? Vorrei tanto capire cosa c’entra Moretti in tutto questo. Come si fa ad affermare che un treno che trasporta materiale pericoloso dovrebbe limitare la velocità in corrispondenza dei centri abitati? In quale Paese del mondo succede questo? Cosa c’entra la mancanza dei carri scudo che servono esclusivamente a proteggere i macchinisti? Se, Dio non voglia, dovesse deragliare un treno AV, mentre attraversa a 300 km/h un centro abitato, cosa potrebbe succedere? Mettiamo limitazioni a 50 km/h anche sulla ferrovia? E, per una volta nella vita (contro la mia convinzione che la prescrizione vada abolita), affermo che fa bene a servirsi della prescrizione, perché non trovo un solo motivo, nemmeno uno, per il quale debba essere considerato responsabile.
D.M.