“Con Mimmo Lucano per il diritto di umanità”. Lo striscione è una scelta di campo a Piazza Damiano Sauli, al centro della Garbatella, casette basse, sinistra un po’ radical e un po’ chic, atmosfera da festa di quartiere semi-popolare di Roma Sud. Età trasversali, tra gonnelline variopinte, jeans, magliette e palloncini viola e gialli. Guest star attesa, Goffredo Bettini, che alla fine non si presenta (non sta bene). Guest star “vera”, il candidato al Municipio VIII per la lista Sinistra Civica Ecologista (a sostegno di Roberto Gualtieri), Amedeo Ciaccheri. Presidente uscente, 34 anni, orecchino, adolescenza tra centri sociali e il liceo di zona Socrate, uno sguardo retrospettivo a Virginia Raggi, “con la quale ho fatto di tutto per collaborare”. Qui la Banda della Montagnola suona “Bella Ciao”, i ragazzi esibiscono treccine “trendy-alternative”, dal palco la parola “sinistra” risuona convinta.
Dissolvenza. Altra inquadratura. Sullo sfondo c’è l’Eden. Storico cinema di Prati, prediletto dagli intellettuali di sinistra, un occhio ai film di cassetta, ma soprattutto tanti titoli d’autore. Non è chiaro se il gruppetto di persone riunito a piazza Cola di Rienzo sia in fila per una proiezione o per un aperitivo. Eppure no, semi-nascosto dagli alberi c’è un palco. Tra Gianrico Carofiglio, scrittore testimonial, e Dario Franceschini, ministro della Cultura, la candidata alla presidenza del Primo Municipio, Lorenza Bonaccorsi. Occhi azzurri, ballerine e maglietta coordinate sui toni del medesimo azzurro, già sottosegretaria al ministero della Cultura, pupilla di Paolo Gentiloni e un passato da “Cicerone” di Matteo Renzi nei salotti buoni della Capitale, prima di una rottura insanabile. Giacchette, compostezza, qualche applauso e un ascolto “educato” tra i convenuti. Età media over 50. La chiusura “diffusa” voluta dal candidato Roberto Gualtieri in 15 piazze della Capitale fa pensare all’identità “diffusa” del Pd e del centrosinistra. Uno, nessuno, centomila. Lo cerchi, forse lo trovi, non lo stringi. Tutto e niente. Ovunque e da nessuna parte. A San Basilio, in periferia, con Gualtieri c’è Nicola Zingaretti. A proposito di identità diffuse, il candidato sindaco mancato e quello in corsa. “Non ci saranno apparentamenti”, dice “Roberto” dal palco. Niente accordi ufficiali al ballottaggio, cioè. Dalla Garbatella a Prati, già si pensa al dopo. “Tutto sta a vedere chi ci appoggia per primo, tra la Raggi e Calenda”. Un primato importante per capire pure che connotazione avrà la coalizione di Letta e se davvero sarà a trazione contiana. Dal palco di Cola di Rienzo, Carofiglio si lancia in una condanna del fascismo, cerca l’eloquio brillante e ridicolizza Salvini. Ma l’attenzione si distoglie. A soli 500 metri c’è piazza del Popolo, dove Calenda chiude la sua campagna. Effetto straniante, attrazione fatale, per gli elettori del Pd, specie quelli della Ztl (il centro-centro). La piazza è piena a metà, ma la manifestazione è compatta. Poco diffusa. Da tutte le diffusissime iniziative di Gualtieri, la domanda è la stessa: “Quanti sono?”. Il dubbio serpeggia: “E non è che Carlo arriva al ballottaggio con noi?”. La “diffusione” fa rima con sovrapposizione.