Non abbiamo imparato niente dalla nostra storia
La massima istituzione che dovrebbe lavorare per la Pace nel mondo, l’Onu, ha affidato il potere alle nazioni vincitrici nella seconda guerra mondiale, che “stranamente” non hanno impedito una sola guerra, non hanno messo al bando le armi atomiche, non hanno mai parlato di disarmo e di scioglimento degli eserciti. Costa Rica e Panama sono le prime due nazioni che hanno scritto nelle loro Costituzioni la decisione di abolire gli eserciti per dedicare quelle spese a Istruzione e Sanità, dimostrando che è possibile uscire dalla oscurità guerrafondaia e scalare un gradino fondamentale dell’evoluzione umana. Nel tempo in cui una riconversione energetica di uscita dai fossili si dimostra urgentissima e costosa, l’umanità non può essere così stupida da continuare a spendere cifre pazzesche per gli armamenti, mentre la riconversione energetica richiede finanziamenti, pace, ricerca, lavoro per evitare milioni di morti per carestia, innalzamento dei mari, pandemie e siccità. Pochi giorni fa con Greta Thunberg hanno manifestato in tutto il mondo milioni di giovani che chiedono di avere un futuro e protestano perché non vengono ascoltati. La civiltà dei fossili è un modello fallito e ci consegna macerie, ma riesce a sopravvivere grazie al monopolio della disinformazione che fabbrica scimmie ammaestrate pronte a consumare tutte le menzogne che ogni giorno vengono propinate.
Paolo De Gregorio
Manuale Greta: ascoltare i giovani e fare l’opposto
Il capitalismo è causa della distruzione dell’ambiente, ma nessuno si azzarda a porre questa relazione in termini espliciti. La più forte fonte di inquinamento è il bla-bla-bla – denunciato dalla svedese Greta e l’africana Vanessa – che avvolge e nasconde questo concetto. Così ai giovani si offrono convegni, per non prendere impegni. Il messaggio è chiaro: sfogatevi, ma poi lasciateci lavorare come prima, come sempre. Perché cambiare per smettere di inquinare costa e la nostra religione del profitto non ci consente di “sprecare” ricchezza per le vostre fisime. Quindi fate pure il Friday for Future, tanto poi arriva il Saturday for Present per continuare a bruciare fossili
Massimo Marnetto
Parliamo delle mondine di “Riso amaro” (1949)?
Leggo delle polemiche sulla nuova scultura della “Spigolatrice di Sapri.” Sarebbe troppo sexy per alcuni, con un bel sedere. Perché, le mondine di Riso amaro, film del 1949, forse non lo erano?
Stefano Masino
Anche i corrotti hanno smesso di vergognarsi
Al tempo di Tangentopoli i corrotti e i corruttori, quando venivano colti con le mani nella marmellata, avevano il buon senso di vergognarsi. A lungo andare, attraverso la tv spazzatura, si sono lavati da quel briciolo di moralità che gli rimaneva, passando dalla vergogna alla giustificazione. Oggi chi tratta con la mafia usa il solito mezzo per dichiarare che rifarebbe quello che ha fatto. Per compensare, suggerirei un bel film di Pif, In guerra per amore, solo per rendere l’idea di cosa si parla.
Flavio
I giornali online hanno meno appeal della carta
Leggo la risposta di Cannavò al lettore che giustamente si lamentava della chiusura delle edicole e della difficoltà di trovarne una aperta. Posso dire da lettore di quotidiani dall’età di dodici anni (ex lettore di Paese Sera e giornali soprattutto del tardo pomeriggio) che è cosa ben diversa leggere un quotidiano cartaceo che sul web. Ottima la grafica e l’impaginazione de Il Fatto Quotidiano e nonostante sia un abbonato web, preferisco comprarlo tutti i giorni in edicola, per la bontà di leggerlo, mia vecchia mania, e per dare un ulteriore sostegno al giornale cartaceo. Ben diverso è leggere i giornali online fatti di solo web, senza carta stampata, davvero noiosi senza foto e quanto altro e dunque inguardabili. Almeno così è per il sottoscritto. Mi auguro che quei pochi quotidiani che sopravviveranno siano ancora stampati su carta, e trovino una alternativa alle edicole in via di estinzione.
Saverio Schinzari
Non avevamo capito nulla di Salvini & C.
Non avevamo capito niente. Vedendo Salvini citofonare a Bologna in cerca di spacciatori, noi avevamo pensato a una delle solite trovate demagogiche di un leader cinico, fatte per raccogliere consensi a buon mercato. Malfidati! Adesso sappiamo che si trattava invece di un uomo angosciato che cercava di difendere il suo stretto collaboratore, nonché “caro amico”, Luca Morisi dai pusher e anche da sé stesso, dalle sue “fragilità esistenziali”.
Marco De Marinis