Come la maggior parte degli animali, anche i parlamentari emettono scoregge per liberarsi dai gas accumulati. Per alcuni di loro può essere una questione di vita o di morte. Anni fa, un noto deputato dell’Ulivo passava la maggior parte del tempo alla buvette, dove tesseva inciuci persuadendo i recalcitranti alla copula con Berlusconi mercé un profluvio di arzigogoli casuistici, interrotti solo da frequenti sorsate di acqua minerale gassata. Un giorno, le bollicine di gas ingoiate durante una mattinata intensa gli gonfiarono i visceri al punto da comprimergli certi organi vitali fino a farli collassare. Per fortuna gli fu sufficiente uno scoreggione, passato alla storia, per liberarsi dell’aria in eccesso ed evitare di fare una brutta fine. Purtroppo accadde durante il discorso di papa Wojtyla a Montecitorio, al termine della frase “Mi sento profondamente onorato per la solenne accoglienza che mi viene oggi tributata in questa sede prestigiosa, nella quale l’intero popolo italiano è da voi degnamente rappresentato”. “PRRRRRRRRRRRRRRRRRR!” (Lo scoreggione tonitruante, fra l’altro, distolse l’attenzione di tutti dalla perfida ironia polacca contenuta nelle parole di Wojtyla. Rileggetele con attenzione). La scienza delle scoregge parlamentari non è ancora chiara in tutti i suoi aspetti, ma ha comunque portato a ricerche sia sui deputati sia sui senatori. Nel loro caso, l’accumulo di gas nel sistema digerente è dovuto all’aria ingerita bevendo bibite gassate e parlando in aula e in tv; e alla fermentazione dei supplì ingollati alla buvette, processo fondamentale per assimilarne le sostanze nutrienti. I gas facilitano i movimenti intestinali, a patto che trovino regolarmente sfogo all’esterno. A qualunque peone basta una legislatura per padroneggiare l’arte di rilasciare i gas intestinali in modo insonorizzato. Chi non ci riesce si reca nelle farmacie di Camera e Senato, dove potrà comprare speciali mutande fonoassorbenti ai soliti prezzi stracciati. Incuriosita da come funzionano le scoregge nell’attività parlamentare, Virna Prosdocimi, una etnologa della Sapienza, ha fatto qualche ricerca e scritto un libro illustrato sul tema: Scorregge. La guida definitiva alle flatulenze parlamentari. L’idea del libro, mi dice Virna, nacque qualche anno fa, quando suo fratello le chiese se anche i parlamentari producessero scoregge. Lei non ne aveva idea e si fece quindi aiutare da un suo amico politologo. La risposta fu sì, e portò alla nascita dell’hashtag #ScoreggeInParlamento, che all’inizio del 2017 raccolse un discreto successo online, anche di natura scientifica. Messi in contatto tramite l’hashtag, ricercatori ed esperti condivisero online un documento a cui ognuno poteva aggiungere notizie sulle flatulenze dei politici, a patto di citare con precisione luogo e data. Quindi Virna ha trasformato questo lavoro collettivo in un libro: comprende 80 politici italiani di tutti gli schieramenti, con informazioni e curiosità sul loro modo di liberarsi dei gas in eccesso. Sapevate, per esempio, che alcuni politici risucchiano l’aria dall’ano, oltre a espellerla? Ma come si misurano le scoregge dei parlamentari? VIRNA: “A volte gli scienziati usano una specie di pannolone dotato di provetta posteriore. Viene fatto indossare al deputato, con la provetta collocata dove immagini, lasciandogli la possibilità di camminare nel Transatlantico, di mangiare alla buvette e di fare interpellanze in aula senza soluzioni più invasive per estrarre i gas”. Per un altro test, il parlamentare viene chiuso in una stanza dove dei sensori rilevano i cambiamenti nella composizione chimica dell’aria. “In questo modo, però, nel caso di politici come Salvini e Renzi diventa più difficile capire da quale orifizio escono le scoregge”.