La guerra ha ingoiato ogni altra notizia. Solo adesso abbiamo la possibilità di raccontare il moto creativo del palermitano Fabrizio Ferrandelli (gli amici – e capiremo se davvero lo sono – lo definiscono con orgoglio “il capo dei capi” dei trasformisti italiani).
Fabrizio, classe 1980, una passione sconfinata per la politica, negli ultimi 18 anni è riuscito nell’impresa di chiedere il voto e un pizzico di simpatia per otto distinti partiti, ed è anche stato in grado di candidarsi a sindaco di Palermo sia col centrosinistra che col centrodestra.
Adesso, ed è questa la novità, contestando sia il centrodestra sia il centrosinistra si propone per la terza volta sindaco con il purissimo centro di Carlo Calenda ed Emma Bonino.
Il pluridecorato Ferrandelli è di nuovo in corsa. Un politico dal moto creativo perpetuo.
È vero, sono un moto creativo perpetuo, ma nella sostanza sono sempre nello stesso posto: a difesa della mia città (mio grande amore insieme a quello per le mie figlie).
Lei è un bel mistero glorioso. Ha iniziato col partito umanista poi ha gareggiato con il Pd contro Forza Italia poi con Rita Borsellino, poi con Orlando e contro il Pd poi con il Pd e contro Orlando poi con Forza Italia e contro Orlando e il Pd. Con Cuffaro, contro Cuffaro, con Miccichè e contro Miccichè.
Mi sembra che oggi al governo nazionale ci sia una coalizione che unisce tutte queste sigle, dunque una sintesi è possibile.
Vero, lei ha il dono della sintesi.
Ed è quello che io volevo per Palermo. Tre mesi fa avevo annunciato che avrei rinunciato a candidarmi pur di favorire un processo di aggregazione, escluso a populisti ed estremisti. Invece il metodo è stato sbagliato.
Ferrandelli è un fuoriclasse. Tutti lo dicono.
Ho dedicato totalmente gli ultimi dieci anni della mia vita alla mia città. E anche adesso che sono presidente nazionale di +Europa avrei potuto semplicemente attendere scadenze elettorali più allettanti.
Ha 41 anni ed è alla terza prova da sindaco. Ce ne sarà una quarta, e poi una quinta, e poi una sesta?
Ci sarà la quarta candidatura. Poiché questa volta vinciamo, mi ricandiderò tra cinque anni come sindaco in carica.
Lei è un signor trasformista, vippissimo transformer.
Se avessi militato in forze totalmente in contrapposizione tra loro accetterei la contestazione.
C’è dunque una connessione sentimentale nel suo moto perpetuo.
Il vero tema, ma è un tema nazionale, è che manca il coraggio di fare sintesi tra le forze democratiche e liberali, che restano schiave dei populisti e degli estremisti.
Ha già un’idea per salvare Palermo?
È tempo di normalità.
Nessuna rivoluzione in vista.
Siamo in dissesto funzionale. Però non mi rassegno al declino della nostra bella città.
Bello non subire la rassegnazione.
A novembre chiamammo un evento su Palermo “E tu splendi invece” riprendendo un po’ Pasolini.
Pasolini?
Mi ha sempre fatto riflettere il concetto che precede quella frase: “Ti insegneranno a non splendere”. Ci hanno inculcato l’idea che le cose da noi vanno così, invece devono andare meglio.
L’ottimismo della volontà. Quanto prevede di spendere per la campagna elettorale?
Ci confrontiamo con potenze di fuoco, quindi anche il più piccolo contributo è bene accetto. Chi volesse aiutarci…
Questa è la volta buona per Ferrandelli.
Sindaco e tra cinque anni mi ricandido.
Calenda vuole cambiare Palermo da così a così.
Dobbiamo tornare a splendere.
Pronto lo slogan: Ferrandelli, il sindaco dal moto creativo perpetuo.
Sono un moto creativo perpetuo.